All’Expo 2010 Shanghai ci sarà anche la Pubblica amministrazione italiana

All'Expo 2010 Shanghai ci sarà anche la pubblica amministrazioneIl ministro per la Pubblica amministrazione e l’innovazione, Renato Brunetta, ha firmato un protocollo d’intesa con il commissario generale per l’Esposizione universale di Shanghai 2010, Beniamino Quintieri, per la realizzazione di un progetto destinato a presentare nel padiglione italiano all’Expo 2010 le eccellenze tecnologiche italiane, in considerazione del valore e dell’attenzione che il mercato cinese tradizionalmente riserva a iniziative di tale portata e carattere.

In una nota del ministro, si legge che “I temi affrontati saranno quelli della sicurezza e della protezione civile, dell’infomobilità e della navigazione satellitare, dell’e-Government e dei servizi al cittadino, con particolare attenzione alla novità costituita dal progetto ‘Reti Amiche’. L’Expo di Shanghai è incentrata sul tema della Città e metterà a confronto esperienze di sviluppo, conoscenze avanzate, nuovi approcci e stili di vita innovativi, nuove condizioni di lavoro e nuove tecnologie”.

“Per far fronte all’organizzazione degli eventi – continua la nota – l’intesa firmata oggi prevede la costituzione di un comitato di progettazione, composto da esperti di innovazione tecnologica e di comunicazione, che provvederà a definire entro la fine dell’anno le modalità del progetto, nonché la partecipazione dei soggetti pubblici e privati da coinvolgere. L’Esposizione universale di Shanghai 2010 sarà un evento di portata internazionale straordinaria. Tra il primo maggio e il 31 ottobre 2010 sono attesi oltre 70 milioni di visitatori e la partecipazione di almeno 200 nazioni e organizzazioni internazionali, chiamati a esporre nei 184 giorni di mostra il proprio concetto di ‘civilizzazione urbana’ in tutte le varie sfaccettature. Tema di estrema attualità, se si considera che all’inizio del secolo scorso era urbanizzato solo il 13 per cento della popolazione e che le stime prevedono nel 2030 una crescita al 60 per cento”.

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